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Riprendendo il discorso lasciato nel capitolo precedente, possiamo aggiungere che secondo le teorie di Lorenz, uno dei padri fondatori dell' etologia, i concetti, che differiscono profondamente da quelli espressi dai ricercatori di estrazione non proprio sperimentale, si riferiscono all'origine diversa in due organismi che la posseggono ma dedicate a funzioni simili (ad esempio come gli occhi degli invertebrati rispetto a quelli dei vertebrati).
Si definiscono invece omologhi due caratteri o organi che pur avendo la stessa origine ancestrale in due organismi che ne sono provvisti, sono di fatto dedicati a funzioni differenti ( è il caso delle pinne rispetto alle zampe nei vertebrati).
Secondo Lorenz, è possibile applicare questi concetti anche al comportamento umano, trasferendovi analogie e omologie attraverso lo studio comparato.
Esempio di analogia è il comportamento sessuale delle oche salvatiche e dell'uomo, con particolare riferimento alla "gelosia" manifestata dai maschi. Poichè sappiamo che gli schemi comportamentali di queste due specie hanno solamente infinetisme probabilità di essere omologhi, data l'enorme distanza filogenetica tra uccelli e uomini, è inevitabile la conseguenza che uno o più o meno identico valore di sopravvivenza ha determinato l'evoluzione del comportamento di "gelosia" nelle due specie.
Lorenz, quindi assimilando il comportamento all'espressione di meccanismi fisiologici, suggerisce sempre di tenere nel dovuto conto che un certo schema comportamentale ben riconoscibile, sia esso di origine biologica o prevalentemente culturale, deve possedere o deve avere esplicato in passato, un valore di sopravvivenza per la specie che lo manifesta.
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